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» Protocollo d'intesa tra le parti sociali
» Protocollo del credito
tratto dal libro della Provincia di Torino:
"Patti territoriali: La programmazione negoziata e lo sviluppo
locale in provincia di Torino"
In un' epoca di globalizzazione lo sviluppo locale, in una logica di bottom-up, costituisce un passaggio fondamentale della trasformazione socio-economica in atto nel territorio della provincia di Torino. Lo sviluppo locale trova nella progettualità integrata che valorizzi tutte le risorse materiali, immateriali ed umane un percorso obbligato e determinante. I contenuti di questo sviluppo diventano elementi caratterizzanti nell'ambito della centralità delle politiche di coesione. Occorre però individuare idee-forza attorno alle quali " costruire un territorio".
Quali sono per il Suo territorio le idee-forza?
Sulla base dell'analisi condotta intendiamo proporre la realizzazione di interventi articolati in quattro distinti assi che rappresentano le idee guida dello sviluppo dell'area: Asse della crescita e del miglioramento del tessuto produttivo Sulla base delle analisi condotte nel paragrafo 2.6, da circa 2 anni Assot (la società di sviluppo dell'area) sta conducendo un intervento di coordinamento delle politiche urbanistiche dell'area. L'idea chiave di questo ripensamento sarebbe la costituzione di un Polo integrato di sviluppo di zona sul modello della Lancia di Chivasso o del Pis di Settimo T.se.
Allo stato attuale sarebbe possibile pensare a diverse opzioni (tra loro
non sempre alternative) di cui si da conto nell'allegata tabella.
Il Patto Territoriale dovrà proprio aiutare l'avvio delle realizzazioni
necessarie a fornire una risposta ai problemi urbanistici descritti. In
particolare la scommessa da vincere sarebbe quella di:
» rilocalizzare (ove necessario) tutte le attività imprenditoriali
interessate sul territorio stesso del Patto, non aggravando dunque le
condizioni di lavoro degli attuali operatori impegnati nelle diverse imprese,
favorire l'insediamento delle nuove iniziative che sono interessate a
farlo,
garantire il recupero urbanistico dei tessuti urbani compromessi
garantire il miglioramento delle dotazioni *infrastrutturali e di servizio
degli attuali insediamenti produttivi.
INSEDIAMENTO |
DIMENSIONI | PROBLEMI |
| Integrazione dei due Pip di Orbassano e Rivalta presso l'uscita autostradale di Orbassano | 200 mila mq. | Dimensioni ridotte |
| Realizzazione di un intervento simile e infrastrutturazione a quello della Lancia di Chivasso presso la Fiat Rivalta | 1,5 milioni di mq | Accordo con Fiat ferroviaria del Polo |
| Allargamento del Pip di Piossasco | 200 mila mq. | Dimensioni ridotte e vincoli regionali per l'eventuale allargamento |
| Realizzazione sul fondo di intervento Cerrina in territorio di Rivalta | 2 milioni di mq. | problemi di collegamento viario |
| Sito | 500 mila mq | Sovrapposizione altre attività non omogenee |
Una recente indagine ha inoltre evidenziato che:
Il 46% delle aziende ha manifestato l'esigenza di sperimentazione?qualificazione
del prodotto (14.5% dei fabbisogni espressi).
Il 30% delle aziende ritiene prioritario un intervento sullo sviluppo
di nuovi prodotti-processi (9.5% dei fabbisogni totalmente espressi) ed
il 25% (8% dei fabbisogni espressi) ritiene di dovere intervenire per
ottimizzare/automatizzare i propri processi produttivi.
Il 25% delle aziende (8% dei fabbisogni) ha necessità di calcolo strutturale e di strumenti di progettazione assistita da calcolatore.
Il 24% delle aziende contattate (8% dei fabbisogni) ritiene rilevante
(per il proprio business e per il miglioramento della propria posizione
sul mercato) promuovere maggior contatti interaziendali.
Seguono, sempre su base numero aziende e numero totale fabbisogni:
Analisi specialistiche materiali (21%; 6.5%)
Prototipazione veloce (17%; 5.5%)
Strumenti di calcolo e simulazione (16%; 5%)
Adeguamento a Leggi e Normative (15%; 5%)
Analisi /riduzione rumorosità (14%; 4.5%)
Miglioramento Sistema di Assicurazione Qualità (13%; 4%)
Formazione (13%; 4%)
Metodologie per la Qualità (12%; 4%)
Tecniche di simulazione plastici (12%; 4%) ? Tecniche di simulazione lamiere
(10%, 3.5%)
Confronto metodologico e monitoraggio prodotti processi (9%; 3%)
Tecniche di simulazione metalli (7%; 2%)
Banche Dati Materiali (6%; 2%)
Tecniche di marcatura (4%; 1%)
Raggruppamenti dei fabbisogni espressi
I fabbisogni "spontanei" delle aziende (69.1% del totale dei
fabbisogni) possono essere raggruppati in 2 aree:
1. sviluppo e miglioramento del prodotto e del processo produttivo (54.7%
del totale fabbisogni);
2. crescita professionale e aziendale (14.4%).
I fabbisogni "stimolati" (30.9% del totale fabbisogni) riguardano le metodologie da salto competitivo, per la riduzione dei tempi e dei costi di sviluppo prodotto.
Raggruppamento dei fabbisogni stimolati
I fabbisogni stimolati sulle metodologie da salto competitivo sono stati
ripartiti per macrosettore di attività.
I fabbisogni con il maggior grado di trasversalità sui macrosettori di attività, 6 sui 10 presenti nel campione intervistato. sono risultati : prototipazione veloce (espresso dal 17% delle aziende) metodologie per la Qualità (13% delle aziende)
Seguono, con 5 settori di attività, il Calcolo Strutturale (che ha tuttavia riscontrato l'interesse del maggior numero di aziende : 24% di quelle contattate) e le Tecniche di Simulazione Plastici (9% delle aziende).
Per queste ragioni si intendono promuovere una serie di interventi rivolti a favorire o migliorare la diffusione dell'innovazione. In particolare si potranno attuare azioni rivolte a:
» acquisire nuovi brevetti,
» diffondere la cultura dell'innovazione, anche attraverso opportune
misure di fertilizzazione anche a partire dalle scuole presenti sul territorio
» rinnovare o migliorare la dotazione strumentale delle imprese
(acquisto nuove macchine, miglioramento della loro redditività
attraverso l'automazione)
Asse della logistica
La zona Sud-ovest caratterizzata dalla presenza di servizi di logistica per l'intera area metropolitana potrà essere migliorata favorendo da un lato l'integrazione di tali servizi con la zona nel suo complesso, dall'altra favorendo l'evoluzione innovativa degli stessi servizi logistici. In particolare si potranno attuare azioni rivolte a:
- realizzare l'integrazione dei servizi logistici puri (trasporto) con
momenti di valorizzazione delle merci trattate (packaging, servizi di
marketing integrati alla logistica, ecc.)
- rinnovo o miglioramento della dotazione strumentale delle imprese.
Asse Ambiente e agricoltura multifunzionale
Proponiamo la creazione di un asse 'AMBIENTE E AGRICOLTURA MULTIFUNZIONALE che, a partire dagli interventi ammessi dalla delibera CIPE del 11/11/98 con cui si è sancita l'estensione degli strumenti previsti dalla programmazione negoziata all'agricoltura e alla pesca, escluse dalla precedente normativa preveda azioni volte a favorire lo sviluppo delle aziende agricole esistenti e l'attivazione di nuove aziende attraverso la promozione dell'autoimprenditorialità e della pluriattività, nel quadro di finalità condivise a livello territoriale, vale a dire:
» salvaguardia e manutenzione del territorio montano e delle fasce
fluviali, con particolare riferimento alla cura e gestione delle aree
boschive, all'utilizzo e alla valorizzazione dei sottoprodotti poveri
del bosco e alla loro trasformazione, in primo luogo come fonte energetica
rinnovabile,
» valorizzazione dei prodotti di scarto (rifiuti organici) derivanti
dall'attività agricola (sia nella fase di produzione sia in quella
di commercializzazione) per una reimmissione in filiera attraverso la
loro trasformazione in materie riutilizzabili dagli agricoltori stessi
(ad esempio compost),
» valorizzazione della produzione agricola e zootecnica locale,
sviluppo del settore agroalimentare con particolare riferimento alla tipicità
dei territori interessati
» sviluppo del turismo rurale diffuso, attraverso il miglioramento
qualitativo e quantitativo dell'offerta ricettiva locale, il coordinamento
e la promozione delle risorse locali (ambientali e paesaggistiche, storiche,
architettoniche, culturali, economiche, enogastronomiche... )
L'approccio metodologico che si intende adottare sulla scorta delle precedenti
esperienze prevede l'elaborazione di progetti
- di tipo "orizzontale", cioè di interventi che interessano
in modo trasversale le singole imprese;
- di tipo "verticale". cioè di investimenti intrapresi dalla singola impresa, in linea con gli obiettivi di progetto orizzontali
Le azioni orizzontali che possono essere attuate e che in altre zone
sono state almeno in parte avviate in seguito all'intervento della Coldiretti
di Torino riguardano:
il sistema dei servizi territoriali, e in particolare:
» servizi alle imprese agricole, sia di nuova costituzione, sia
già esistenti:
- assistenza nelle fasi precedenti e seguenti la costituzione accompagnamento
fino al raggiungimento del livello di regime
- assistenza tecnica alla gestione aziendale
- assistenza agronomica
- assistenza giuridica e fiscale
- assistenza all'implementazione di sistemi di certificazione (HACCP,
ISO) - marketing e promozione formazione professionale
- servizi alla persona per migliorare la qualità della vita quotidiana
rispondendo alle esigenze delle diverse categorie di utenza (anziani,
famiglie, persone singole, donne, giovani. ..) individuabili in una società
in evoluzione: servizi di prossimità, servizi di assistenza domiciliare
integrata, servizi per lo sviluppo rurale, la diffusione della cultura
e del turismo rurale attraverso il piano di interventi coordinati denominato
CAMPAGNA AMICA, con il quale vengono elaborati e applicati strumenti promozionali
specifici (iniziative quali Cascine a porte aperte, 100 fiere, Campagna
di educazione alimentare, ecc.) a seconda, dei diversi segmenti di pubblico
(famiglie, scolaresche, giovani, turismo sociale, ecc.) per un bacino
d'utenza di prossimità (area metropolitana) e di ampio raggio;
- la costituzione di strutture stabili, in forma societaria diversa (cooperative, cooperative sociali, consorzi, società no profit, ecc.) che operino nella fase intermedia alla produzione e alla vendita vale a dire quella di raccolta, di trasformazione e valorizzazione del prodotto grezzo, fase che attualmente costituisce l'anello debole della filiera verticale di settore (sia agroalimentare, sia ambientale);
- le infrastrutture commerciali per la vendita diretta e la valorizzazione della filiera corta, in primo luogo attraverso la riqualificazione delle aree mercatali destinate ai produttori agricoli
- la promozione dei prodotti agroalimentari tipici di qualità attraverso la definizione di nuove e diverse strategie, comprese le politiche di marchio collettivo e d'identificazione CE (DOP e IGP) per la valorizzazione e la caratterizzazione dei prodotti da una parte, e per la tutela del consumatore dall'altra.
Le azioni verticali, a beneficio diretto delle singole imprese agricole e agroalimentari, in coerenza con le finalità precedentemente espresse, riguardano:
- investimenti strutturali nella produzione primaria, destinati:
- alla diversificazione delle attività delle aziende agricole,
in particolare tramite attività turistiche artigianali o tramite
la fabbricazione e la vendita diretta dei prodotti ottenuti in azienda,
alla protezione e al miglioramento dell'ambiente,
-al risparmio energetico e al miglioramento delle condizioni di igiene
degli allevamenti,
-al miglioramento fondiario
- investimenti destinati al miglioramento delle condizioni di trasformazione
e di commercializzazione dei prodotti agricoli, in particolare connessi
alla tutela dell'ambiente con la prevenzione degli inquinamenti e con
l'eliminazione dei rifiuti;
- allo stoccaggio dei prodotti freschi e trasformati e all'acquisto di
macchinari per la selezione, calibratura, condizionamento, confezionamento.
Intendiamo inoltre:
- favorire la presenza di attività produttive collegate alla valorizzazione dei prodotti del sottobosco (funghi, frutti), inserendo l'iniziativa in un sistema integrato di cura del bosco e di ceduazione a sterzo (turni di un terzo rispetto alla ceduazione naturale) che garantisca la produzione continuativa e stabile di funghi;
- favorire la valorizzazione energetica delle biomasse prodotte in loco attraverso processi sistematici di taglio e cippatura del legno dei boschi, costituendo opportune piccole realtà produttive (srl, cooperative) che garantiscano la manutenzione e lo sfruttamento delle risorse;
- favorire la sperimentazione di nuovi modelli produttivi (micorizzazione delle piante, micorizzazione in loco tramite inolulanti microbici, rinnovo dei cieli produttivi) che migliorino l'efficienza produttiva del bosco.
Asse turistico-ricreativo
In questo campo si intende promuovere le seguenti iniziative:
- favorire l'utilizzo continuativo degli impianti sciistici di zona con interventi mirati a sfruttare il vantaggio competitivo di possedere le piste innevate più vicine a Torino (30 minuti): sei notturno, sei infrasettimanale, ecc.
- favorire l'utilizzo della nostra zona per la fruizione del tempo libero di fine settimana o pomeridiano
I contenuti, i progetti, le idee-forza possono avere un loro reale radicamento se sono il frutto di una forte collaborazione tra gli attori pubblici, privati e sociali. Il tavolo di concertazione assume quindi un ruolo determinante perché ne è espressione e contemporaneamente stimolo per ulteriori processi di sviluppo.
A questa esigenza come ha risposto il Suo territorio?
La firma del Patto Territoriale della zona a sud-ovest di Torino, costituisce il momento finale di un lungo iter istruttorio per attivare un nuovo ed efficace strumento di sostegno allo sviluppo locale. A fine 1996, con il sostegno della Provincia di Torino, i comuni di Beinasco, Bruino, Orbassano, Piossasco, Rivalta, Volvera, hanno dato luogo ad un tavolo di concertazione stabile sfociato nel protocollo siglato dai soci nel marzo 1997 e poi, nel dicembre del 1998, nella costituzione di Assot srl (società per lo sviluppo locale del SudOvest di Torino a totale capitale pubblico, costituita ai sensi dell'art. 22 della legge 142.190 e s.m.i.). Da quella data Assot è stata, prima nei fatti e poi anche formalmente, attraverso la firma di apposite convenzioni nei primi mesi del 1999, il soggetto promotore del Patto Territoriale.
Assot si attivò per individuare un'area sufficientemente estesa ed omogenea, sulla base dei sintetici indirizzi programmatici fornitigli dai soci, e trovò la disponibilità a far parte del Patto Territoriale della Comunità montana Valsangone e dei comuni ad essa appartenenti ed in particolarmente del comune di Giaveno.
Il Patto Territoriale è stato prontamente condiviso dalla Provincia di Torino, dagli Enti locali e dalla Comunità montana del territorio interessato, dalle principali organizzazioni sindacali provinciali, dalle principali associazioni di categoria, dalla locale Camera di Commercio, dalla Cassa di Risparmio di Torino, delle Poste italiane, dell'Asl locale ed ha visto il fattivo contributo di molte altre realtà istituzionali pubbliche e private.
In particolare si trovò sin da subito una significativa coincidenza rispetto agli obiettivi che attraverso il Patto si intendono raggiungere:
- Risposta alla situazione di declino produttivo ed occupazionale, testimoniato in particolare dal tasso di disoccupazione dei giovani in cerca di prima occupazione (il più alto della Provincia di Torino: 43,8% contro il 37,9 medio);
- Valorizzazione delle caratteristiche proprie del territorio:
- la sua storica vocazione industriale (in particolare nel sistema a
rete di PMI creatosi intorno alla produzione veicolistica),
- la forte presenza di esperienze di ricerca applicata privata (Centro
ricerche Fiat),
- la consolidata fama, in ambito locale, delle qualità dell'ambiente
prealpino (sia abitativo, sia produttivo),
- il sistema sociale, professionale, dei servizi e sindacale creatosi
intorno alle precedenti caratteristiche,
- la consolidata esperienza in materia di programmazione concertata, testimoniata
dai tre Accordi di Programma attivi nel territorio interessato,
- la presenza di un tessuto di Enti dedicati alla formazione, portatori
di una consolidata esperienza nel campo della costruzione delle professionalità
richieste e della riconversione di quelle ormai obsolete.
Infine l'esperienza della Agenzia per lo Sviluppo del SudOvest di Torino
(Assot) che ha già operativamente dimostrato (ad esempio con l'apertura
dello sportello unico consortile, esperienza che si estenderà a
tutto il territorio interessato dal Patto Territoriale) di poter garantire
i processi di sviluppo economico della zona e che permetterà, contrariamente
a quanto è avvenuto in altre realtà di Patti territoriali
dove i soggetti promotori erano società di consulenza private,
di garantire la prosecuzione nel tempo delle iniziative intraprese in
ordine ai programmi indicati grazie ad uno strumento pubblico di gestione.
Il Patto Territoriale è un innovativo strumento di concertazione dello sviluppo. In provincia di Torino ormai tutto il territorio ha avviato questa " scommessa". Una "scommessa" che richiede a tutti, classe politica e strutture burocratiche, un rapidissimo processo di adeguamento, di snellimento, di efficienza. La progettualità in funzione di una vera e propria "area sistema", costruita sia negli obiettivi che nella metodologia.
Quali strategie, quali prospettive, quali percorsi intende delineare per la sua realtà?
A partire dalla situazione esistente, gli obiettivi del Patto sono rivolti
a promuovere un riordino degli utilizzi delle diverse aree partendo dalle
loro vocazioni naturali:
l'area di pianura più prossima alla città capoluogo con
una progressiva specializzazione nel campo dei servizi di area vasta,
l'area di pianura meno vicina al capoluogo, nel campo della infrastrutturazione
per gli insediamenti produttivi, l'area media e alta della Valsangone
nel campo della ricreazione e della fruizione dello svago e del tempo
libero. Le dimensioni territoriali contenute, la bontà dei collegamenti,
la rapidità degli spostamenti, permettono di pensare alla zona
del Patto, come ad una zona integrata dal punto di vista produttivo, lavorativo
e di vita. L'ambizione del Patto è appunto favorire queste specializzazioni.
L'idea guida è dunque quella di un riordino delle caratteristiche
esistenti in nuce puntando principalmente sulla capacità della
zona di crescere sulla base delle proprie forze interne. Gli interventi
non saranno dunque rivolti ad esempio ad attrarre quote rilevanti di turisti
da altre zone, ma vorranno migliorare la fruizione delle opportunità
per gli abitanti stessi della zona. Viceversa l'attrazione di nuove iniziative
imprenditoriali, presterà attenzione ad accrescere il patrimonio
esistente nel campo della produzione collegata al cielo dell'auto e non
solo, accrescendo con ciò anche l'utenza delle altre iniziative.
La presenza di, un sistema di vita e lavoro così integrato e qualificato
dovrebbe poi garantire che anche i lavoratori qualificati nel campo della
ricerca applicata siano convinti a trasferirsi in zona o motivati a permanervi
(a partire da studi che confermano l'attenzione alla qualità della
vita extralavorativa da parte di quel tipo di lavoratore).
Indicazione delle linee di intervento specificamente individuate
Le linee di intervento individuate sono conseguenti agli obiettivi definiti.
Tali linee puntano a:
- promuovere lo sviluppo delle imprese locali puntando sulla diffusione
della innovazione tecnologica;
- promuovere le iniziative collegate agli interventi in campo logistico;
- promuovere la diffusione di interventi che garantiscano una riqualificazione
del territorio alla luce della sua fruibilità nel tempo libero
- promuovere le iniziative agricole integrate in questo progetto (agriturismo,
reti di vendita diretta, ecc.)
Il futuro della concertazione nel Patto SudOvest
Il Patto Territoriale e l'istruttoria relativa alla predisposizione dei documenti necessari alla presentazione della candidatura della zona Sud Ovest hanno messo in moto un sistematico lavoro di concertazione tra i diversi soggetti che vi hanno preso parte. Questo, al di là del risultato puntuale collegato ai finanziamenti del Cipe è il principale risultato del lavoro svolto. Contrariamente ad altre zone a noi vicine, la zona SudOvest, pur caratterizzata da una precisa identità produttiva, associativa di amministrazione non è sin riuscita a proporsi come un soggetto, come un interlocutore collettivo nei diversi fenomeni di governo del territorio. Adesso sarà possibile approfondire e migliorare questo processo di definizione di nuovo progetto/identità territoriale. Per questa ragione, proprio intorno al tavolo di concertazione, sono nate una serie di proposte per proseguire il lavoro svolto. Tali proposte riguardano, per ora tre bisogni emersi con chiarezza a partire dai bisogni concreti di governo delle trasformazioni in atto:
- Contratto di sicurezza sociale: particolarmente. rivolto a governare fenomeni, quali la prevista operatività del Caat, repentini e di dimensioni considerevoli (1000 miliardi di fatturato annuo e migliaia di operatori coinvolti).
- Approfondimento dello specifico tema della formazione professionale come elemento qualificante e strutturale per lo sviluppo economico dell'area.
-Concertazione dei prezzi e delle tariffe locali: venendo incontro alle esigenze sollevate in particolare dalle rappresentanze sindacali si attueranno forme stabili di concertazione tra Patto e amministrazioni locali nelle materie citate.
La ricerca del marzo 1998, è stata condotta, dal Centro ricerche Fiat in collaborazione con la Camera di Commercio di Torino, intervistando 180 aziende della Provincia di Torino, scelte in modo da garantire la rappresentatività del campione a partire dai codici Istat.