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Monumenti

Importanti edifici storici sono presenti nel Comune di Orbassano, tra i quali un cenno particolare meritano la Confraternita e la parrocchia San Giovanni Battista. Altri edifici costituiscono interessanti testimonianze del passato del Comune, come le caratteristiche cascine e le antiche ville sparse sul territorio che ricordano come Orbassano fu un centro agricolo, meta di villeggiatura di molti nobili torinesi.
In questi anni sono state portate a compimento diverse opere per la salvaguardia degli edifici storici esistenti e nei prossimi mesi gli interventi proseguiranno al fine di garantire la necessaria cura alle opere architettoniche del Comune di Orbassano.

Chiesa di San Giovanni Battista

La parrocchia San Giovanni Battista fu fondata nel 1549. Quella visibile oggi è la terza ricostruzione in ordine di tempo. Infatti il primo edificio, di modeste dimensioni, finì distrutto ed incendiato durante la guerra tra Carlo V e Francesco I; il secondo fu costruito sul finire dell’anno 1500, subì nell’arco di tanti anni diversi restauri, sino all’ultimo del 4 ottobre 1895, concluso con il crollo della facciata che coinvolse buona parte della Chiesa.

La chiesa di San Giovanni Battista venne così ricostruita completamente. La posa della prima pietra avvenne il 21 agosto 1896 da parte di Monsignor Davide Riccardi, arcivescovo di Torino, e aperta al culto il 23 ottobre 1897. Progettista fu l’ingegner Giuseppe Gallo, già molto apprezzato nel campo dell’arte in Torino.

La pianta è a forma longitudinale divisa in tre navate, una centrale e due laterali, unite tra loro da arcate a tutto sesto e coperte da volte a crociera costolate. L’abside è semicircolare, con coro separato dal presbiterio da un colonnato e leggermente rialzato rispetto il piano delle navate. Oltre all’altare principale si trovano quattro altari minori tutti recuperati dalla chiesa preesistente; gli stessi sono collocati agli estremi delle navate minori. Partendo da sinistra del presbiterio il primo e il secondo sono dedicati rispettivamente al SS. Sacramento e alla Madonna del Carmine, il terzo a sinistra dell’entrata al Crocifisso, l’ultimo al Battesimo.

Gli affreschi esistenti all’interno raffiguranti la Via Crucis e i dipinti del presbiterio, quattro sulla parte alta della parete di fondo e due ai lati, sono stati realizzati nel 1892 da Giovanni Stura, specialista di pitture ad encausto e soggetti sacri. Questi dipinti appartengono alla corrente artistica dei Nazareni.
Sia la chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista che la Chiesa della Confraternita dello Spirito Santo (di cui si parlerà in seguito) si trovano sulla piazza centrale del Comune denominata Piazza Umberto I°.

La Chiesa della Confraternita dello Spirito Santo

Le confraternite sono associazioni religiose di laici che si propongono ancora oggi di esercitare la pietà, la carità e la devozione dei fedeli; esse sorsero nel Medioevo come “Fraternitates”. La Confraternita esistente sul territorio di Orbassano è intitolata allo “Spirito Santo” e la sua chiesa è particolarmente amata dagli orbassanesi, sia per l’armonia della sua struttura, sia perché è l’unico edificio ancora integro della “vecchia Orbassano”. Le prime tracce dell’esistenza della Confraternita risalgono al XIII secolo.

Nella compilazione dei “Codici rivaltesi” redatti nel 1297, la famiglia degli Orsini riconobbe ad Orbassano una sua preminenza fra le altre frazioni di Rivalta. La separazione poi della famiglia di questi Signori nei due rami di “quelli del Castello Superiore – Rivalta” e di “quelli del Castello Inferiore – Orbassano” effettuatasi nel 1341, stimolò il distacco di Orbassano da Rivalta, che raggiunse così la propria autonomia tra il XIV ed il XVI secolo.

Tre furono le realizzazioni immediate della nuova Comunità: la costruzione della Cappella di San Sebastiano per implorare la protezione contro la peste, la Confraternita dello Spirito Santo per affratellare gli abitanti ed il Consorzio della Bealera per rendere fertili le campagne. La costruzione dell’attuale Chiesa fu decisa nel 1739 ed essa fu aperta ai fedeli nel 1750. Nel suo interno, oltre all’altar maggiore, vi sono due altari laterali, uno dedicato a S. Antonio da Padova, l’altro a S. Antonino prete e martire. La chiesa fu completamente ristrutturata nel 1989, in occasione del suo 250° anniversario di fondazione.

Per approfondimenti:
La Chiesa della Confraternita dello Spirito Santo di Orbassano
– di Mario Olivero – tipolitografia Giuseppini – Pinerolo- Maggio 1989

Le Ville Storiche

Orbassano fu nella metà del 1800 un paese molto ambito dai nobili di Torino come luogo di villeggiatura. Era infatti ricco di numerose ville, tra le quali si annoverano Villa Palma Nota, abitata nell’800 dal famoso commediografo Alberto Nota e dai Palma di Borgofranco; Villa Marone, seconda per importanza, fu abitata dal cav. Marone, fondatore dello stabilimento De Petris. Un cenno a parte merita quella che fu la Villa principale: Villa Gay di Quarti, ubicata in Via Rivoli, a pochi passi dalla piazza Umberto I.

La sua costruzione pare debba farsi risalire intorno agli anni 1730-1732, durante il tempo in cui sorgeva il Palazzo di Stupinigi. Entrambe le palazzine sembrano siano state costruite per ordine dei Reali Sabaudi a scopo di farne un luogo di riposo durante le partite di caccia nei vicini boschi di Stupinigi.

La fabbrica di aeroplani “AER”

Da alcuni libri storici risulta che nell’aprile 1915 si fondava a Torino la società AER, con stabilimento a Orbassano, per la costruzione di apparecchi tipo Caudron a uno e due motori. Sulla via Piossasco di Orbassano è infatti ancora chiaramente visibile la struttura dell’edificio dove durante il periodo bellico 1914-1918 vennero costruiti molti aerei destinati al conflitto aereo.
Per comprendere il significato dell’importanza della fabbrica in esame viene riportata una tabella con i tipi e le quantità di aerei prodotti nel periodo preso in esame.

TIPO VEICOLO
QUANTITATIVI ORDINATI
QUANTITATIVI PRODOTTI
Caud. G3
170
170
Caud. G4
50
51
SPA 4
150
152
SV A
350
250
G3 BIS
250
250

Su richiesta del Ministero della Guerra, l’AER intraprese la costruzione presso lo stabilmento di Orbassano e consegnò nei primi mesi del conflitto mondiale i Caudron G3 per la formazione delle squadriglie per artiglieria. L’AER che seguiva gli sviluppi della casa Caudron, si interessava del nuovo apparecchio che succedeva al G3, il bimotore G4, ed anche di questo ne avviava la costruzione. I primi esemplari furono pronti nel febbraio 1916. Presto superato anche il G4, l’AER si diede alla produzione del bimotore SP 4 che nell’autunno del 1917 giungeva al fronte, ove operò sino alla fine della guerra.
Al principio del 1918 l’AER, per disposizione della Direzione Superiore dell’Aeronautica, partecipava alla produzione dello S.V.A. di cui ne costruiva 250 esemplari. Nell’immediato dopoguerra, a causa della crisi sopraggiunta nell’industria aeronautica, l’AER doveva cessare la sua attività.

Sulle prestazioni dei suddetti aerei vale la pena ricordare che i Caudran G4 nei primi mesi dell’anno 1916 equipaggiarono la 48^ Squadriglia da ricognizione che nell’inverno 1916-17, si distinse in una serie notevole di azioni

Per quanto riguarda i Caud G3, a causa delle scarse prestazioni di velocità e di salita e all’armamento nullo, divennero facile preda dei cacciatori avversari, che intanto andavano affermandosi. Ritirato pertanto dal fronte, fu passato alle scuole ed in tale impiego si dimostrò uno dei migliori apparecchi per cui si decise di riprenderne la costruzione e sotto la denominazione di G3 Bis, la società AER nel 1918 ne produsse altri 250 esemplari.

Per maggiori informazioni:
La Grande Guerra aerea 1915-1918", edizioni Gino Rossato – Valdagno

Le cascine

Orbassano è famosa anche per le varie cascine che ancora esistono e che testimoniano come il Comune fu un centro agricolo, meta di villeggiatura di molti torinesi.

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