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Architettura rurale

Orbassano è famosa anche per le varie cascine che ancora esistono e che testimoniano come il Comune fu un centro agricolo, meta di villeggiatura di molti torinesi. Tra le numerose cascine regolarmente censite (circa trenta) si è scelto di illustrarne alcune per meglio comprendere il loro significato storico.

Cascina Gonzole

Gonzole è la località più famosa del circondario orbassanese per antichità, per ampiezza degli stabili e, ancora fino alla metà del secolo scorso, per l’estensione terriera in dotazione. (Gte 690 pari a ha 262.89). Il primo documento che parla di Gonzole è datato 28 febbraio 929, tramite il quale Adalberto, marchese d’Italia, faceva donazione di questo podere ai monaci benedettini, fuggiti dalla Novalesa sotto l’incalzare dei saraceni, affinchè ne traessero il loro sostentamento.

Ricostituitosi l’Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro, caldeggiato da Emanuele Filiberto e sancito con Bolla del 3 novembre 1572 da Papa Gregorio VIII, Gonzole fece parte del patrimonio di quest’Ordine cavalleresco. Il possesso della tenuta fu causa di lunghe controversie giudiziarie tra l’Ordine ed i monaci della Novalesa, alla cui conclusione l’Ordine lo diede in Commenda a quei cavalieri magistrali, meritevoli per nascita e benemerenze verso lo Stato. Tale procedura continuò dal 1633 sino all’avvento della Rivoluzione francese, allorchè la Consulta piemontese, con decreto del 24 agosto 1800, destinò i beni della Commenda a favore dell’Ospedale Maggiore di S. Giovanni di Torino.
Con la restaurazione, l’Ordine ne rientrò in possesso per l’interessamento del Re Vittorio Emanuele I che, con Regio Biglietto, comunicò al Ministro delle Finanze “di essere sua intenzione che la Religione dei SS. Maurizio e Lazzaro fosse reintegrata nel possesso e goldita delle Commende di libera collazione e delle case e beni che ad essa appartenevano”. All’epoca gli edifici erano così suddivisi: Fabbrica detta “Del Castello”, disposta su due piani; Fabbrica “Della Cascina”, composta di due piani con una estensione di G.te 4,28.

I fabbricati (oltre alle camere, alle stalle, ai pollai e alle tettoie) comprendevano anche un’aia grande con porticato per il pendaggio o essicatoio delle foglie di tabacco; invero, questa coltivazione venne introdotta nel 1725 dalle Regie Gabelle, come già si faceva nelle tenute di Mirafiori, e l’estensione terriera destinata era di G.te 150. La produzione cessò nell’anno 1753 quando Carlo Emanuele III vendette il castello e i terreni di Mirafiori all’Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro
Gonzole possiede ancora una cappella, intitolata ai SS Andrea, Antonio e Bartolomeo.

Fino ad alcuni anni fa l’Ordine vi faceva celebrare la S. Messa tutte le domeniche ed in occasione di festività religiose; oggi, per la scarsità di clero, tale celebrazione non è più possibile.

Cascina Gorgia

Il fondatore di questa azienda agricola, ubicata in Strada Stupinigi, 80, è un certo Pietro GORGIA, originario di Torino.
Gli eredi Gorgia proseguirono la conduzione dell’azienda ancora nel 1700 allorché, sul finire di quel secolo, subentrò a loro, come proprietario, Salmatoris Rossillon Del Villar Carlo, conte dell’Impero napoleonico. Questo cascinale possiede una cappella, intitolata a S Carlo. Costruita nel 1733, abbandonata e devastata durante la II guerra mondiale, venne ricostruita nel 1955. All’epoca della Mappa Rabbini ne era proprietario il Sig. Vicino cav. Felice fu Vincenzo, a cui subentrò il conte Ferraris. Dal 1903 è proprietà dell’Ordine Mauriziano.

Cascina Generale

Questo grande cascinale vanta molti secoli di esistenza; si hanno già notizie nel 1600. Infatti sul finire di quel secolo ne era proprietario il conte Groppelli Di Borgone, Intendente Generale di Giustizia e d’Azienda di Vittorio Amedeo II. Durante la Visita Pastorale, effettuata il 9 settembre 1770, i suoi eredi vennero biasimati da mons. Rorengo di Rorà per lo scarso decoro in cui tenevano la cappella, mancante di pietra sacrata, icona e di ogni arredamento. Dalla Mappa Napoleonica si può accertare che “La Ferme Generale” sempre di proprietà dei Groppelli di Borgone, era composta di una casa di abitazione, di una casa rurale, di un giardino e di una pescheria.

Cascina Fortuna

Ubicata in Strada Volvera, 101, perché si chiami Fortuna non è dato saperlo. Costruita nel 1700, classificata Ferme sulla Mappa Napoleonica, era di proprietà dell’abate Giovanni Brachetti. Questa costruzione comprendeva una casa di abitazione, un giardino ed una cappella. La cappella venne ricavata solamente in un secondo tempo, trasformando un vano della casa e fu benedetta dal parroco di Orbassano Don Antonio Merlo il 14 agosto 1797 ed intitolata al Divin Crocifisso.

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