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Il sedano è un ortaggio della famiglia delle "ombrellifere" (Apium Graveolens), detto anche sellero. Appartiene alla stessa famiglia del prezzemolo e del finocchio.
Originario dell'Europa, dove si coltiva sin dal XVII sec, è diffuso
nelle regioni a clima temperato dell'Europa, Asia, Africa e America.
Fra le varietà coltivate si distinguono: il sedano propriamente
detto, il sedano rapa (sedano grosso gigante di Praga), sedano da erbucce
(sedano verde da taglio).
Un po' di storia
Il "sedano rosso" è una sottospecie del sedano violetto
di Tours, introdotto in Piemonte alla fine del 1600, dalla duchessa di
Savoia Anna Maria d'Orleans (moglie di Vittorio Amedeo II di Savoia)
La Duchessa era infatti particolarmente ghiotta di questo ortaggio, tanto
che importò da Orleans, in riva alla Loira, sia piantine che semi
di sedano violetto di Tours.
Ad Orbassano questo tipo di "sedano" trovò clima ed habitat
ideali, tanto da sviluppare caratteristiche proprie tali da renderlo un
ortaggio autoctono.
Il raccolto
Il "sedano rosso" si semina a marzo-aprile a spaglio, per poi trasferirlo in pieno campo. Il completo sviluppo si realizza a fine ottobre, primi di novembre. Da sempre la fiera autunnale sancisce il periodo adatto a raccogliere i sedani.
Il prodotto di nicchia
Negli anni '60, per vari motivi (concorrenza del sedano dorato, terreni
fertili destinati a zone industriali ed edificabili, mancanza di ricambio
generazionale degli ortolani, aumento di malattie ed insetti parassiti,
ecc.), la coltivazione del "sedano rosso" è stata accantonata
ed esso è diventato un prodotto di nicchia.
Oggi, grazie ad interventi e progetti mirati in Agricoltura, il "sedano
rosso" di Orbassano sta tornando nei nostri campi e sulle nostre
tavole.
Non solo in cucina
Nell'antichità il sedano era una pianta nobile:
Omero lo citava come ortaggio con il quale si componevano corone per gli
atleti.
Nel 516 avanti Cristo una corona di sedano venne data come premio ai vincitori
dei giochi Nemei. Anche nei giochi Istmici, che si svolgevano a Corinto
in onore di Poseidone, gli atleti trionfatori erano incoronati di sedano
e di prezzemolo. Era una pianta consacrata alla Grande madre perchè
collegata sia alla sfera erotica sia a quella funebre.
...e che passione!
Nell'antichità si sosteneva che la radice del sedano, mangiata
cruda, fosse un potente afrodisiaco. Il midollo legnoso aveva anch'esso
proprietà afrodisiache e donarlo a una persona di sesso diverso
veniva interpretato come un invito esplicito alla conoscenza biblica.
Che il sedano abbia proprietà afrodisiache lo ha confermato la
medicina contemporanea. Il suo succo fresco è antiastenico e antireumatico
e contiene un tasso elevato di vitamina E, fattore equilibratore delle
funzioni sessuali.
Forse per questo motivo ne vanno ghiotti i conigli, diversamente dalle altre bestie che non lo amano perchè dà cattivo sapore al loro latte
In cucina
Il sedano si presta a molti utilizzi in cucina.
Sono moltissime le ricette della tradizione a base di questo ortaggio
tipico: "bagnet", pesto, minestre, primi, secondi, contorni
e anche dolci
Il caratteristico gusto ammandorlato del "sedano rosso" di Orbassano
lo rende infatti particolarmente adatto a molti usi in cucina!
In collaborazione con il Cavaliere Luigi Ghigo