PERIODICO DELL'AMMINISTRAZIONE COMUNALE N. 5/ ANNO 02

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SOMMARIO
EDITORIALE

Stiamo vivendo un tempo di incertezza e di insicurezza sia a livello italiano che mondiale: l'ombra della guerra, il terrorismo, i disastri ecologici ed economici. La scena nazionale è sempre più dominata dal flagello della disoccupazione. La crisi auto, l'indotto Fiat, gli esuberi nelle aziende di credito, la conseguente riduzione dei consumi stanno creando potenziali masse di individui inutili ai fini produttivi. Le caratteristiche che il mondo del lavoro va assumendo rivelano che:
- vi sono in atto processi di precarizzazione del lavoro, sotto-retribuito e sostanzialmente privo di difese normative e contrattuali, che trasferiscono di fatto il rischio d'impresa dall'imprenditore al lavoratore;
- estese flessibilità del lavoro, poco protette in contrapposizione a situazioni di lavoro stabile saldamente presidiate da tutele contrattuali ed in alcuni casi eccessivamente prodighe di privilegi;
- le trasformazioni del mercato del lavoro sono sempre e necessariamente più rapide di quelle dei sistemi formativi;
- la ricchezza economica ed il Pil crescono, seppur in misura contenuta , ma ciò non si traduce in un aumento di posti di lavoro sicuri;
- i fattori tecnologici aumentano la produttività al punto da rendere superfluo in molti settori il lavoro umano, contrastando palesemente e profondamente con il bisogno primario dell'uomo di lavorare .
Mentre culturalmente cresce il numero di coloro che vedono nel lavoro e nelle condizioni del suo esercizio una prospettiva di crescita della propria persona ed un fatto relazionale e sociale oltre che una fonte di reddito, aumenta tra noi il dramma del posto di lavoro che non c'è o che si teme di perdere. Occorre allora che seriamente la politica affronti gli squilibri economici e sociali esistenti nel mondo lavorativo, ristabilendo la giusta gerarchia dei valori con al primo posto la dignità dell'uomo e della donna che lavorano, la loro libertà, responsabilità e partecipazione.

Occorre che la politica spinga altresì a risanare le situazioni di ingiustizia, salvaguardando le culture proprie di ogni popolo ed i diversi modelli di sviluppo. Le nuove realtà, che investono con forza il processo produttivo, quali la globalizzazione della finanza, dell'economia, dei commerci e del lavoro non devono, mai, violare la dignità e la centralità della persona umana né la libertà e la democrazia dei popoli. La solidarietà, la partecipazione e la possibilità di governare questi radicali cambiamenti costituiscono, se non la soluzione, certamente la necessaria garanzia etica perché le persone ed i popoli diventino non strumenti, ma protagonisti del loro futuro. Tutto ciò può essere realizzato e poiché è possibile, diventa doveroso. Con questi pensieri inquieti ma con il cuore pieno di speranza mi appresto ad augurare a tutti Voi Buone Feste. Ma non posso, in questo momento, non esprimere la mia solidarietà a tutti coloro che soffrono per mancanza di occupazione, per salario insufficiente, per indigenza di mezzi materiali. E mi sono ben presenti nel pensiero, oltre ai lavoratori che stanno vivendo incertezze, le popolazioni costrette ad una povertà che ne offende la dignità impedendo loro di condividere i beni della terra e obbligandole a nutrirsi con quanto cade dalla mensa dei ricchi. Impegnarsi perché queste situazioni vengano sanate è opera di giustizia e di pace.
Buon Natale!

Il Vostro Sindaco
Graziano Dell'Acqua