PERIODICO DELL'AMMINISTRAZIONE COMUNALE N. 5/ ANNO 01

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Dicembre 2001
SOMMARIO


EDITORIALE

Fra pochi giorni ricorre la festa del Santo Natale, festa di origine prettamente cristiana, che celebra la nascita di Gesù Cristo, e subito dopo la festa di Capodanno. Sono ricorrenze che ispirano desideri di pace, sentimenti di fratellanza, con l'auspicio che l'anno nuovo porti per tutti noi soltanto cose belle. E' con questi sentimenti che porgo a tutti i cittadini di Orbassano gli auguri più fervidi a nome dell'Amministrazione Comunale e mio personale. Mai come quest'anno abbiamo sentito il bisogno di scambiarci auguri di ogni bene perché i tragici e drammatici eventi che hanno colpito gli Stati Uniti in quell'indimenticabile 11 settembre 2001, hanno fatto cadere molte certezze e l'ombra della guerra ci ha avvolti. La guerra con le sue distruzioni, l'odio, il dolore e la morte che porta sempre con sé, ci fa sentire più vicine le sofferenze dei nostri nonni e dei nostri padri e viene spontaneo chiederci se la guerra è l'unica via possibile per costruire la pace. L'autodifesa è legittima e doverosa. Il terrorismo internazionale, sempre più spregiudicato e sempre più determinato ad agire con strategie finalizzate a distruggere vite umane e speranze, va combattuto e debellato anche con le armi, ma attraverso una coalizione di popoli sempre più larga, respingendo con fermezza, chiarezza e determinazione la pur comprensibile tentazione della vendetta, della rivincita, della rappresaglia, dell'odio oramai incontrollabile o insuperabile. Nonostante tutto è però forte la convinzione che la vera guerra da intraprendere è quella contro le ingiustizie. Occorre costruire giustizia e ricercare le reali cause che generano ingiustizia. Occorre capire le ragioni dell'odio non per giustificarlo, ma per disarmarlo e per sconfiggerlo. Occorre, attraverso la giustizia, disinnescare e combattere tutte le forme di fondamentalismo che sono causa e occasione di terrorismo, perché il fondamentalismo porta ad erigersi a giustizieri come unici detentori della vertà. Ma attenzione non c'è solo il fondamentalismo religioso. E' fondamentalismo la fede fanatica nella superiorità della propria cultura, non dimentichiamo ad esempio l'arroganza culturale europea che si è professata con il nazismo. E' fondamentalista il benpensante, ricco e opulento che asserve ai propri interessi il destino di altri uomini rei di avere il colore della pelle diverso, o religione e tradizioni diverse o perché vivono in terre che hanno ricchezze da sfruttare. E' fondamentalismo l'esasperato mercato liberista perché crea economie disuguali, non dimentichiamo lo scontro sul debito del terzo mondo e la controversia sui brevetti farmaceutici. Sono fondamentalismi gli estremismi politici e le intolleranze del libero pensiero altrui.


Se davvero vogliamo costruire pace nella giustizia è necessaria una più equa distribuzione delle risorse, rispettando l'identità di ognuno e sollecitandone la partecipazione per rompere il legame fra povertà, emarginazione, fondamentalismo e odio. In questo difficile momento della storia mondiale dovremmo sentire più forti in noi i valori della libertà, del dialogo, della pace nella giustizia. Se vogliamo che questo nuovo secolo sia caratterizzato dalla pace, nel nostro paese e nel mondo intero, occorre convincerci che è importante e doveroso operare affinché l'esaltazione dell'individualismo e le esasperate intolleranze, in funzione di un egoistico quieto vivere, non facciano riaffermare l'anti democrazia, come forma di guida di un popolo, dimenticando che ogni persona, nessuna esclusa, ha una propria dignità storica, morale ed intellettiva. Occorre favorire la ricerca dell'interesse comune attraverso una politica di servizio, attraverso la ricerca della giustizia sociale mediante il confronto democratico, l'accoglienza e la tolleranza. L'augurio che rinnovo per tutti noi è che, forti dell'esperienza del passato, riusciamo giorno dopo giorno ad operare con tutte le nostre forze per un mondo più solidale e che il Natale 2001 e il Capodanno 2002 segnino l'inizio di un tempo di pace nella giustizia.

Graziano Dell'Acqua